돈 보스코의 편지(4)

4. 토리노 시 법원 치안 담당 판사님께

E II,812 오라토리오의 어떤 젊은이가 신학생 쥬셉페 마자렐로에 대해 제기한 고소 건과 관련하여, 돈 보스코가 자신의 견해를 밝힘

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토리노, 1865년 4월 18일

토리노 시 법원 치안 담당 판사님께,

성 프란치스코 살레시오 오라토리오의 제본소에서 조력자로 일하고 있는 마자렐로 신학생에 대해 고지된 출두 명령, 그리고 파로디 페데리코, 카스텔리 조반니, 굴리엘미 쥬세페라는 어린애들에게 내려진 참고인 조사를 확인하고 그 내용을 숙고한바, 본 시설의 책임자인 사제 죠반니 보스코는 시 법원 당국에 불필요한 수고를 끼치지 않고자, 모든 당사자를 대표하여 볼리에티 카를로라는 젊은이와 관련된 사안에 대해 나서기로 하였으며, 누구에게든 충분한 해명을 드릴 준비가 되어 있음을 밝힙니다.

본 사안에 앞서 다음과 같은 점을 밝혀두는 것이 타당할 듯합니다. 형법 제650조는 본 건과 전혀 무관한 조항으로 보이며, 만일 그것이 이번 사안에 적용된다면, 이는 곧 가정 내부의 질서에까지 공권력이 개입하게 되는 결과를 낳을 것입니다. 이 조항이 그런 방식으로 해석된다면, 부모나 보호자는 자녀를 훈계하거나, 불손함과 반항을 제지하는 것조차 할 수 없게 될 것입니다. 이는 공적이며 사적인 도덕성에 심각한 폐해를 가져올 것입니다.

아울러, 본 오라토리오에는 정부 당국으로부터 위탁받은 아이들도 다수 있으므로, 이들을 지도하고 자제시키기 위해 적절한 수단을 사용하는 것이 허용되어 왔으며, 불가피한 경우에 공공치안 당국의 개입을 요청해 온 바 있습니다. 이는 이미 여러 차례 실행된 바 있는 조치들입니다.

이제 볼리에티 카를로의 건으로 돌아가자면, 유감스럽지만 사실 그대로를 말씀드려야 하겠습니다. 그는 여러 차례 부드럽고도 부성적父性的인 권고를 받았음에도 전혀 받아들이지 않았고, 고칠 수 없는 태도를 보였을 뿐만 아니라, 그의 조력자인 마자렐로 신학생에게 친구들 앞에서 모욕을 주고, 위협하고, 저주하는 등의 행위를 하였습니다.

그 조력자는 지극히 온화하고 유순한 성품의 인물로, 그 사건으로 인해 큰 충격을 받아 그때부터 병을 얻었고, 현재까지도 회복하지 못해 본래의 직무를 다시 수행하지 못하고 있는 상태입니다.

그 사건 직후 볼리에티는 장상들에게 아무런 말도 없이 오라토리오를 이탈하였고, 그가 도망쳤다는 사실은 경찰에 넘겨질 것이라는 소식을 들은 뒤 그의 누이를 통해서만 확인되었습니다. 이는 그의 명예를 지켜주고자 경찰에 인도하는 조치를 미루어왔기 때문입니다.

한편, 그의 친구들 일부가 계속해서 물의를 일으킴에 따라 몇 명은 본 시설에서 떠나도록 해야 했으며, 다른 이들은 안타깝게도 어쩔 수 없이 치안 당국에 인계하여 구금되도록 조치할 수밖에 없었습니다.

한 젊은이가, 자신을 위해 삶과 재산을 바쳐 헌신한 이들이나 장상들을 향해 모욕하고 위협하며, 감히 법정에까지 소환하는 현실을 마주함에 있어, 저로서는 참으로 깊은 안타까움을 금할 수 없습니다. 공공의 권위는 언제나 사적 권위를 도와야 마땅하며, 그 반대가 되어서는 안 될 것입니다.

본 사안과 관련하여, 사건 및 증인에 대해 자세한 심리가 필요하다면 기꺼이 협조할 것입니다. 그렇지만 볼리에티 카를로가 소송 비용을 부담할 수 있는 책임 있는 인물을 소환 절차에 포함해야 하고, 본 사안이 초래할 수 있는 중대한 결과에 대해서도 책임을 질 수 있어야 함을 조건으로 합니다.

그와 동시에, 마자렐로 조력자가 명예와 신체에 입은 피해에 대해, 적어도 본래의 직무를 다시 수행할 수 있을 때까지는 그 손해를 보전해 주실 것을 청원드리는 바입니다.

본 소송에 따른 비용은 볼리에티 카를로 측에서 전적으로 부담해야 하며, 그 자신은 물론, 그의 친척 혹은 조언자인 카네파로 스테파노씨 또한, 본 시설에 다시는 출입하지 않아야 하며, 이미 야기된 물의와 소동을 다시 유발하는 일이 없도록 조치해 주시기를 바랍니다.

사제 죠반니 보스코 드림

(성 요한 보스코, <Le più belle letter di Don Bosco>, Francesco Motto 신부 편집, 2025년 1월, Elledici, 26-28쪽)

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4. Al pretore della citta di Torino

E II, 812

Precisa il proprio punto di vista circa una denuncia fatta da un giovane

dell’Oratorio nei confronti del chierico Giuseppe Mazzarella

Torino, 18 aprile 1865

Al Signor Pretore Urbano della citta di Torino,

Viste le citatorie da intimarsi al chierico Mazzarello assistente nel laboratorio dei legatori della casa detta Oratorio di San Francesco di Sales; viste parimenti quelle da intimarsi ai giovani Parodi Federico, Castelli Giovanni, Guglielmi Giuseppe e consideratone attentamente il tenore il sac. Bosco Gioanni direttore di questo stabilimento nel desiderio di sciogliere la questione con minori disturbi delle autorita della pretura urbana crede di poter intervenire a nome di tutti nella causa relativa al giovane Boglietti Carlo, pronto a dare a chi che sia le piu ampie soddisfazioni.

Prima di accennare il fatto in questione sembra opportuno di notare che l’articolo 650 del codice penale sembra interamente estraneo all’oggetto di cui si tratta, imperciocche interpretato nel senso preteso la pretura urbana si verrebbe ad introdurre nel regime domestico delle famiglie, i genitori e chi ne fa le veci non potrebbero piu correggere la propria figliolanza, neppure impedire un’insolenza ed un’insubordinazione, cose che tornerebbero a grave danno della moralita pubblica e privata.

Inoltre per tenere in freno certi giovanetti per lo piu inviati dall’autorita governativa, si ebbe facolta di usare tutti quei mezzi che si fossero giudicati opportuni, e in casi estremi di mandare il braccio della pubblica sicurezza siccome si e fatto piu volte.

Venendo ora al fatto del Boglietti Carlo si deve con rincrescimento ma francamente asserire, che egli fu piu volte paternamente inutilmente avvisato; che egli si dimostro non solo incorreggibile, ma insulto, minaccio ed impreco il suo assistente, chierico Mazzarello in faccia ai suoi compagni.

Quell’assistente d’indole mitissima, e mansuetissima ne rimase talmente spaventato, che d’allora in poi fu sempre ammalato senza aver mai piu potuto ripigliare i suoi doveri e vive tuttora da ammalato.

Dopo quel fatto il Boglietti fuggi dalla casa senza nulla dire ai suoi superiori a cui era indirizzato e fece solamente palese la sua fuga per mezzo della sorella, quando seppe che si voleva consegnare nelle mani della questura. La qual cosa non si fece per conservargli la propria onoratezza.

Intanto i suoi compagni continuavano lo scandalo dato e fu mestieri cacciarne alcuni dallo stabilimento, altri con dolore consegnarli alle autorita della pubblica sicurezza che li condussero in prigione.

Egli e poi col massimo rincrescimento che si vede un giovane discolo, che insulta e minaccia i suoi superiori ed abbia l’audacia di citare avanti le autorita coloro che per il proprio di lui bene consacrano vita e sostanze. Sembra che l’autorita pubblica dovrebbe sempre venire in aiuto dell’autorita privata e non altrimenti.

Qualora si volesse venire ad un minuto esame del fatto e dei testimoni nominati non si oppongono difficolta purche il Boglietti Carlo introduca in causa persona solvibile delle spese che possono occorrere e che sia responsabile delle gravi conseguenze che forse ne potrebbero avvenire.

Intanto si fa istanza affinche siano riparati i danni che l’assistente ha sofferto nell’onore e nella persona almeno finche possa ripigliare le sue ordinarie occupazioni.

Che le spese di questa causa siano a conto di lui. Che ne esso Boglietti Carlo, ne il sig. Caneparo Stefano suo parente o consigliere non vengano piu nel mentovato stabilimento a rinnovare gli atti d’insubordinazione e gli scandali gia altre volte cagionati.

Sac. Bosco Gio.

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